Leptis Magna, terme adrianee


 

Inaugurato nel 126-127 d.C. il complesso termale adrianeo, tra i più imponenti del mondo romano, si sviluppa ad ovest del cardo massimo e conserva a tutt’oggi molto del suo originario sfarzo decorativo. L’edificio era posto volutamente fuori asse rispetto alla disposizione viaria leptitana: questo consentiva di orientare i forni e gli impianti idrici verso mezzogiorno e di esporre quindi ai raggi del sole gli ambienti per favorire il mantenimento della temperatura dell’acqua nel calidarium. Le sale dovevano essere ornate da pregiati marmi di importazione, ad esempio il giallo antico (dalle miniere dell’antica Simitthus, odierna Chimtou in Tunisia) e il pavonazzetto (dalla Frigia, in Asia Minore), secondo la tendenza diffusa alla “marmorizzazione” degli edifici pubblici. Il fenomeno dell’importazione del marmo (di cui la Tripolitania era sprovvista) prese piede proprio sotto Adriano determinando la fine dell’uso del locale calcare travertinoso grigio estratto dalle cave di Ra’s el Hamman.

 

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