Questa villa deve il suo nome al grande affresco raffigurante un soggetto mitologico rinvenuto sul muro di fondo del triclinio. Villa Arianna fu indagata quasi completamente in epoca borbonica, in un periodo che va dal 1757 al 1762, e la ricerca fu guidata da Karl Weber, ingegnere svizzero. All’epoca, il lavoro di scavo era eseguito tramite spedizioni sotterranee nelle quali si recuperavano soltanto il ritrovamento i reperti, senza indagare il contesto architettonico nella sua interezza: perciò, gli arredi e i dipinti ben conservati erano prelevati e mandati al Museo Borbonico che si trovava nel Palazzo Reale di Portici. Invece, gli affreschi rovinati o di poco valore erano lasciate sul luogo e, sovente, gli scavatori le danneggiavano ulteriormente.
Della costruzione, della quale una grossa porzione è ancora sotterrata, siamo a conoscenza della piantina disegnata in età borbonica grazie ai rilievi eseguiti nelle gallerie scavate e, in un secondo momento, ricolmate. Questa splendida villa, la cui area indagata ha un’estensione di 2500 metri quadrati, possiede una pianta complessa per due ragioni: intanto perché è frutto di ampliamenti susseguenti, poi, perché si adegua alla forma della collina sulla quale è stata edificata. Villa Arianna, unita al pianoro sottostante da una successione di rampe su 6 piani, si struttura in 4 nuclei principali: l’atrio e i locali adiacenti che risalgono all’epoca tardo-repubblicana; i locali di servizio e l’impianto termale; i locali posti ai lati del triclinio (ambiente in cui veniva servito il pranzo) estivo, databili all’epoca neroniana; l’ampia palestra che venne collegata alla villa all’epoca dei Flavi.
Un lungo cunicolo, che partiva dalle rampe e passava sotto ai locali residenziali, giungeva nella zona rustica, dalla quale si poteva accedere alla villa della piana di Varano. Le decorazioni non solo soltanto i testimoni dell’alto tenore di vita dei proprietari della villa, ma ci mostrano anche il gusto enormemente raffinato di committenti altolocati ed esigenti. Difatti, nell’abbellimento dei piccoli locali residenziali predomina il gusto per le miniature, che preferisce amorini, figurette volanti, piccoli quadri di paesaggi, amorini, busti di personaggi raffigurati all’interno di medaglioni, maschere. Invece, nei locali più grandi e nei saloni prevalgono le rappresentazioni di scene mitologiche con figure riprodotte a grandezza quasi naturale ispirate a Dionisio, come per esempio il dipinto raffigurante Arianna mentre viene abbandonata da Teseo collocato nella parete di fondo dell’ambiente dove si pranzava. La ricchezza delle decorazioni è completata dalla bellezza dei meravigliosi mosaici pavimentali che esibiscono un’ampia gamma di decorazioni eseguite a motivi bianco e neri.
Autore: redazione
