Oplontis, pittura


 

Accurati studi e ricerche inerenti alle pitture d’epoca romana nel territorio vesuviano hanno con sentito di identificare alcune botteghe e di riunire le modalità, i temi decorativi e le correnti di gusto che si sono succeduti in ordine cronologico, in base a schemi, riadattati nel corso del tempo, fondati sulla suddivisione in quattro stili.

Decorazioni di I stile

Questo stile è conosciuto anche col nome di stile strutturale ed è tipico dell’arte ellenistica. Lo si può trovare a Pompei, particolarmente, dal terzo al primo secolo avanti Cristo. Lo strato di preparazione in stucco veniva disegnato e colorato imitando i pannelli di forma rettangolare di diverse qualità in marmo multicolore, irreperibili in Italia, caratteristici delle abbienti abitazioni ellenistiche. Sopra a uno zoccolo scuro venivano impostati grandi blocchi posti in orizzontale. Invece per coronare la parete veniva posta in alto una cornice di stucco di colore bianco. In caso la parete fosse molto alta, era completata con un loggiato finto allo scopo di accentuare l’aspetto imponente del locale.

Decorazioni di II stile

Questo stile, chiamato anche stile architettonico, venne introdotto nella città di Pompei al tempo della colonia di Silla e modificava in maniera illusionistica le ripartizioni architettoniche tipiche del I stile, sfondando le pareti con vedute di santuari, di città, di paesaggi oppure con porticati in prospettiva. A parte nel I stile, si possono incontrare in tutti gli altri stili vedute architettoniche e finte prospettive di colonne che vanno riducendosi in distanza. Questa falsa prospettiva, ravvivata da raffigurazioni di persone o di quadri, sovente abbinata a pannelli di marmo finto, che invade tutto il campo, contraddistingue le decorazione risalenti al primo secolo avanti Cristo. Le colonne si presentano imponenti, a dominazione del primo piano e il realismo illusionistico delle architetture affrescate si trasforma in un’ulteriore espansione degli spazi reali del locale, che si aprono verso paesaggi lontani ed edifici in lontananza. Il cuore originario della villa di Poppea venne decorato in questo stile.

Decorazioni di III stile

Questo stile è conosciuto anche come stile ornamentale, dove una ricca ma delicata decorazione contraddistingue il gusto artistico del Principato di Augusto, databile fra la fine del primo secolo avanti Cristo e l’inizio del primo secolo dopo Cristo, che si allontana ancora di più dal realismo della rappresentazione architettonica. La divisione della parete fra lo zoccolo, la parte di mezzo e quella superiore diventa, con questo stile, convenzionale, cosicché ogni registro assume una vita espressiva indipendente. Nella parte di mezzo, alla quale è concesso la maggior importanza gerarchica, le cornici per i pannelli centrali, rappresentanti scene mitologiche, sono formate da candelabri oppure da sottili colonne. Le bordature sono elaborate con dovizia di particolari con motivi colorati e fiori di loto. Molto comuni sono le teste in miniature, gli ornamenti floreali, gli elementi egitizzanti e le maschere, oltre alle riproduzioni di giardini tratteggiate con grande accuratezza.

Decorazioni di IV stile

Questo stile è detto anche stile fantastico e costituisce la decorazione risalente alla seconda metà del primo secolo dopo Cristo, che è la più caratteristica a Oplontuis e a Pompei, visto che molte delle pareti vennero riaffrescate in IV stile in seguito ai danni provocati dal terremoto del 62. Vengono amplificate le tendenze verso una complicazione marcata delle decorazioni delle pareti e verso una scomposizione della composizione. Numerosi elementi, quali le scene mitologiche e la prospettiva archeologica, sono in comune con gli stili più vicini in una varietà che va da quelli più elaborati a quelli più semplici. Un segno rivelatore consiste nell’utilizzo dei bordi ripresi più volte in un unico colore, che probabilmente vennero applicati tramite stampi.

 

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