Pompei, Casa dei Cubicoli floreali


 

La porta principale originaria è stata chiusa, quindi si accede alla casa da un ingresso secondario. La casa è composta da un atrio che da sugli altri ambienti posti tutti sul medesimo lato. La casa è di particolare interesse per la decorazione di alcuni ambienti in cui si può riscontrare un forte gusto vicino alla cultura egizia (alcuni hanno voluto dedicare questi cubicoli al culto di alcune divinità egiziane come Osiride o Iside, ma è assolutamente probabile che siano frutto unicamente di un particolare gusto ornamentale).

La seconda stanza a sinistra ha le sembianze di una pergola chiara immersa in un giardino alberato, quest’ultimo è ornato da piccoli quadri con scene dionisiache e le figure sono in tipiche posizioni egizie (per esempio la presenza del serpente all’interno del diadema). E’ presente inoltre, per togliere ogni dubbio, una raffigurazione di Apis. L’insieme della decorazione ci fornisce un esempio del sincretismo delle religioni greca ed egizia tipico dell’ambito ellenistico che riscontriamo per esempio nell’assimilazione delle due divinità Bacco e Osiride.

Anche in un altro cubicolo (quello di colore nero) troviamo alcuni vasi isiaci e altri con serpenti simbolo della vita sotterranea). Un dipinto raffigura un frutteto in cui vediamo dipinte peri, prugne, limoni. Sul soffitto troviamo Bacco su una pantera con moltissimi attributi donisiaci. In generale le pitture di questi cubicoli sono di ottima fattura e di elevata qualità e il fatto che si trovino in ambienti chiusi ha permesso una loro migliore conservazione.

Il triclinio è anch’esso di colore nero ed è diviso in due zone: un’anticamera e una parte dedicata al banchetto in cui troviamo tre letti intorno ad un tavolo decorato con un mosaico a tessere bianche e nere. Tre quadri di grandi dimensioni aumentano l’importanza di questa stanza: il primo raffigura la caduta di Icaro, il secondo una lotta tra guerrieri, e il terzo Atteone in fuga inseguito dai suoi stessi cani. Nella parete di fondo trovano posto due busti- ritratto femminili di profilo accompagnati da sfingi.

Troviamo inserito tra le due porte anche uno specchio nero di ossidiana, materiale citato anche da Plinio nelle Naturalis Historiae. Gli altri ambienti della casa aspettavano probabilmente di essere ridipinti o erano in fase di lavori. Ultima particolarità da ricordare è che nella casa sono state trovate moltissime anfore sparse: ciò fa pensare ad un possibile commercio di vino di cui la casa uno dei centri.

 

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